L’U.S.I. ottiene 12 deputati alle elezioni del 1919
8 Novembre 2009
Siamo andati in vacanza, io ed Aurora. Mentre aspettavamo il pullman, lei inizia a parlarmi; parole su parole che si rincorrono senza arrivare a nulla; quando le chiedo di portarmi ad una destinazione precisa, dopo tutto quel blablabla, mi rivela di essere in dolce attesa da almeno quattro mesi. Non la prendo del tutto male. Resto ovviamente scosso dalla notizia bomba. Divento positivamente nervoso. Ricordo di non avere ancora comprato i biglietti. Andiamo verso una macchinetta automatica ma, mentre i biglietti vengono stampati, il fondo della macchinetta crolla, si apre: il peso di lettere, buste, soldi, è tutto sulla strada o rimasto impigliato tra le pieghe precarie del metallo scassato. Un solo pensiero: rubo tutto quello che può entrarmi in una mano. Lo infilo subito in uno zaino. Dopo pochi secondi arriva una signora, mentre io stavo cercando di ricomporre il fondo e camuffare un incidente del tutto casuale (cosa che in realtà era stato). La signora si insospettisce e non crede che “Le giuro, stavo solo sistemandolo per bene… si è aperto così all’improvviso… cosa può fregarmene di qualche busta?”. Disinvolto, entro in un ufficio, se non ricordo bene dovevano essere le Poste. Mi metto in un angolo ed improvvisamente mi ritrovo a sistemare tutti i bagagli. Era tutto fuori, vestiti, scarpe, libri, valigie completamente disfatte. Lentamente metto insieme i pezzi. Sistemi il bottino in un posto sicuro camuffandolo con mutande e calzini. Aurora deve andare in bagno e mi lascia lì, impicciato con la roba e il pressing che nel frattempo ho iniziato a subire da parte dei gestori della macchinetta. Credevo di infilarmi qui dentro, alla luce del sole, per sistemare le valigie, appunto per non dare troppo nell’occhio. Insomma, eccomi, per dire, sono sotto le vostre mani, posso mai aver rubato e poi mettermi a contare il bottino nell’ufficio dello sceriffo? Inizialmente abboccano. Sono innocente. Non manca quasi niente dalla macchinetta. Tranne qualche foglio, qualche strano fax, da recuperare con estrema urgenza. Porca troia, un fax… Un semplice fax da prendere nello zaino e buttare a terra. Ritrovato il fax, passata la paura, stoppato il pressing poliziesco che sto subendo. Non riuscirò a mantenere la calma per troppo tempo. Aurora non esce dal bagno. Non la rivedrò più. Forse è scappata confondendosi tra la gente. Ormai devo cavarmela solo. Ma non posso farlo. Ho troppe valigie per essere solo e non posso dividerle o abbandonarle. Sto per crollare, devo trovare una soluzione, e subito.
Poi mi sono svegliato.
Sex & the Town (chiacchiere paesane)
15 Maggio 2009
Assunta: Tieni ancora il ciclo che devi tornare a casa a cambiare l’assorbente??? Oh, ma fatti controllare che non è normale. Insomma, possono essere delle perdite “sinistre”, tesoro… Da quanto tempo non vai dal ginecologo?
Stò: Da troppo tempo cara, ma ormai non è che serva molto; i ginecologi sono rimasti tutti senza lavoro da quando le donne in maggioranza hanno iniziato a dare via il culo!
Assunta: Bellaaaaaaaaaaaaaa, ma da quando dai il culo? E non me l’hai mica raccontato! Senti, facciamo così, vediamoci assolutamente, pranziamo insieme se vuoi ma voglio che mi racconti tutte le tue sensazioni, senza inibizioni. Lo sai che io sono un’amica di cui ci si può fidare! Sai io non ho mai provato ancora. Ma zitta, non dirlo a nessuno… che un po’ me ne vergogno!
Stò: Ma guarda che lo fanno tutte ormai!
Assunta: Lo hanno fatto tutte praticamente…
Stò: Devi assolutamente provare!
Assunta: Lo so! ma io un po’ temo…
Stò: È una sensazione fantastica.
Assunta: Com’è??? Ma… fa male?
Stò: Sembra come se la vita stia tornando su per lo stomaco e se lui è bravo non fa male!
Assunta: O come se ti sale un stronzo in culo al contrario!
Stò: Certo, è difficile prendere uno bravo e col cazzetto piccolo da non farti male! Lo stronzo lo senti spingere per inerzia, invece il tuo ragazzo dovrà essere delicato e dovrà muoversi in modo non naturale (non come lo stronzo intendo, che a volte non puoi fermare). Se becchi quello bravo e col cazzone hai svoltato…
Assunta: Ecco allora perché ancora sono vergine a posteriori, non ho il ragazzo!!! Ho troppa voglia di scoprire come si fa! Me lo faresti vedere?
Stò: No cara, io sono diventata lesbica! tu vai sempre un pelo in ritardo dietro le mode!
Assunta: Lesbica?!?! Allora ti adoperi con dildo e cazzi vari!
Stò: Il culo lo si dava via nel primo quinquennio della prima decade del terzo millennio. Ora ho la ragazza! Va di moda rifarsi una ragazza per avanzare proposte bisex
Assunta: Porca mignotta….NON POSSO DAR VIA IL CULO IN RITARDO!
Stò: Ormai devi aspettare che torni di moda. Ogni tanto succede… come i jeans a sigaretta. Aspetta qualche copertina di giornale e vedi che torna subito di moda
Assunta: Ma tu non puoi aiutarmi??? Dai… prestami qualche dildo tuo!!!
Stò: L’unico dildo che ho è quello che mi ritrovo dopo l’operazione. Ah, non ti ho detto dell’operazione? Sei out cara mia… Negli anni ‘90 dell’ultimo millennio andava di moda rifarsi qualcosa, allora io mi sono rifatta il cazzo.
Assunta: Io negli anni ‘90 li facevo ma non li ho mai “rifatti” in realtà…[…] Senti ma dove vai a farti depilare l’inguine di solito?
Stò: Depilarlo!!!!! Madonna che ragazzina che sei!
Assunta: Beh solo d’estate si intende
Stò: E tu vuoi tutta quella ricrescita fastidiosa?
Assunta: Beh che devo fare col tanga brasiliano a mare….
Stò: Ormai siamo noi che comandiamo! Devi assolutamente tenerti il pelo
Assunta: Noi chi?!?!
Stò: Noi donne!!! È un simbolo della tua rivincita sull’uomo
Assunta: Ci teniamo il pelo???
Stò: Certo cara, oltre a diventare lesbica devi anche tenerti il pelo così fai vedere a tutte che sei tu che comandi!