Fino a dove poteva spingersi la macchina mangiasoldi e sputa-sprechi dell’Eurochoccolatto Perugino? Arrivo subito al punto. Quella che vado ad incollare è l’ultima email distribuita dalla Segreteria dell’Azienda che organizza e gestisce le fasi di vita della manifestazione umbra.

“Dieci Nuove Domande al Premier… Questa Volta le fa Eurochocolate!

Dopo le famose dieci domande a Silvio Berlusconi del quotidiano La Repubblica che hanno fatto il giro del mondo, Eurochocolate propone ora dieci dolci quesiti al Capo di Governo”.

E fin qui ho pensato ancora alla solita trovata commerciale. D’altronde, come battere l’ultima stronzata della supercazzola?

“Sig. Presidente,

1 – Che cioccolato preferisce: Latte o Fondente?

2 – Ha mai regalato una scatola di Baci?

3 – Che Italia sarebbe senza Nutella?

4 – Una tazza di Cioccolata: con panna o senza?

5 – Una Sacher a Vienna : l’ultima volta con chi?

6 – Si ricorda del suo primo Gianduiotto?

7 – Cioccolata di Modica: vaniglia o cannella?

8 – Cioccolata a Palazzo Grazioli: abbinata a Rhum o Grappa?

9 – Esiste una pianta di Cacao nei giardini di Villa Certosa?

10 – Verrà al prossimo Eurochocolate a Perugia dal 16 al 25 ottobre?”

All’ultima quasi non credevo più in Dio, grande e Misericordioso. Ma lo squallore culturale non è arrivato al capolinea:

“Sono queste le 10 domande che dal sito di Eurochocolate vengono poste al Premier per scoprire quanto anch’egli sia goloso di cioccolato.

Chissà se questa volta le risposte arriveranno, potendo così conoscere un aspetto insolito di Silvio Berlusconi, una innocente debolezza che lo accomuna a milioni di italiani per cui il cioccolato è qualcosa di speciale.

A proposito, Sig. Presidente, se la risposta all’ultima domanda dovesse essere si, le altre nove risposte potrà darle in diretta al milione di visitatori di Eurochocolate…”

Ditemi voi se qualcuno ha ancora dei dubbi sulla lotta di coscienza (più che di classe) che stiamo vivendo oggi in Italia. E chiamatemi anche diabolicamente polemico su tutto, ma mi piacerebbe pensare che tutto ciò non venga ancora considerato normale. (Per “tutto ciò” intendo anche accettare di avere veramente l’imprenditore egocentrico Silvio Berlusconi come Migliore Presidente del Consiglio della Storia d’Italia). Però vorrei dare un consiglio alla Direzione Eurochocolate. Nessuno ha fatto notare a Nanoleone che alla manifestazione lavorano centinaia di belle figliole: la prossima volta allegate anche un book foto-pornografico all’invito.

Ab Urbe condita

12 Settembre 2009

Mai città al mondo ebbe più meravigliosa avventura. La sua storia è talmente grande da far sembrare piccolissimi anche i giganteschi delitti di cui è disseminata. Forse uno dei guai dell’Italia è proprio questo: di avere per capitale una città sproporzionata, come nome e passato, alla modestia di un popolo che, quando grida “Forza Roma!”, allude soltanto a una squadra di calcio.

Contro-sinistra

2 Settembre 2009

Questo è il classico esempio di contro-giornalismo romanzato ed inutile che vorrei estirpare dalla prossima politica post-berlusconiana. Apro la pagina de La Repubblica e vedo un link in un sottotitolo che parla di L’IRA DI BRUXELLES.

Questo è l’articolo di cui parlo: http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-11/ira-bruxelles/ira-bruxelles.html

Vi sfido a trovare un sentimento di ira verso Berlusconi da parte di “Bruxelles”, che si spera qui venga usata come metonimia per indicare qualche istituzione dell’UE. Il sentimento di ira nell’articolo viene manifestato apertamente solo dal parlamentare tedesco, a  noi famoso più per la mitica figura di merda di Silvio in Europa che per le sue opere. Quindi l’articolo verte sulla difesa e sulla contestazione di qualche parlamentare. Altrimenti domani vado a Montecitorio, prendo tante persone, balliamo il Limbo e scrivo sul giornale “la maggioranza sotto in Parlamento” (Senza considerare che non vengono neanche riportate le dichiarazioni ufficiali della Commissione).

Per il resto l’articolo di Andrea Bonanni appare un bel saggio romanzato di lamentevole fattura. Le virgolette con le notizie vere e proprie, o le interviste, o le discussioni, vengono aperte per la prima volta a metà pagina. Cosa avrà fatto il nostro inviato per il resto dell’articolo? Romanzo. Puro romanzo centro-sinistro-stronzo. Ricordi vaghi su come si stava meglio prima. Addirittura viene riesumata la figura del “grande ” De Gaulle (per offendere Berlusconi si rivaluta addirittura De Gaulle). Questo è giornalismo Giovane Stò?

No, caro figlio mio. Questo non è neanche un romanzo. Questo è quello che la gente di sinistra è costretta a mangiare da anni. Merda che sa di Berlusconi. L’articolo non commette alcun crimine particolare. La politica del centro-sinistra è quella che puzza. Slogan che vanno contro lo slogan del nano. Il campo della “politica” in cui discutere è stato abbandonato. Ormai tutti i reggimenti sono nella valle accanto: quella della tv e del giornale personale, quella in cui uno attacca e l’altro si difende, uno istiga e l’altro recupera il passato a proprio favore. I fatti sono sempre gli stessi, per carità. Cambia solo il punto di vista. Quindi l’articolo rappresenta solo il continuo arrampicarsi sugli specchi di una classe dirigente (centro-sinistra) che non ha alcuna alternativa alle idee di potere e supremazia, arroganza e concentrazione, incarnate da Silvio. Una sinistra che un giorno, e spero questo non arrivi mai, forse riuscirà anche a dire “era meglio sotto Benito”, pur di offendere i piddiellini senza doversi impegnare a tornare nel vero campo di battaglia: quello della politica.