Se telefonando
17 Gennaio 2009
Quando ad una donna dimostri il tuo affetto, devi essere sensibile, romantico, felice ed innamorato. Come ad esempio in questa conversazione telefonica, avvenuta ed intercettata in un periodo ormai lontano dal nostro.
M: T’amo tanto tanto… non sapevo d’amarti così! Amo te soltanto! Il profumo dei tuoi baci mi stordisce… mi annienta!… Quando ti guardo negli occhi leggo in fondo all’anima tua!… Il mondo scompare… dimentico tutto e tutti! Non vivo che di te e per te… amo, temo e son geloso; ma se la gelosia viene dall’amore è il sentimento più bello che possa albergare nei cuori!… Voglio solo i tuoi baci… tutto il resto non conta!
C: Sono felice, Ben mio, delle parole che mi dici e che porto scolpite nel mio cuore!… Grazie, adesso vai a nanna e sogna di me come io sognerò di te!
M: Allora mi perdoni?
C: Ma cosa devo perdonarti, vita mia?… Ti comprendo e ti amo, come tu mi ami!
M: La gelosia mi rende folle: per essa sarei capace di qualunque atto, anche il più avventato!
C: Pensa soltanto al nostro grande amore… l’eterno amore!
Poi però, nella vita quotidiana, l’uomo torna sui suoi passi… E si ricorda del peso e dell’importanza da attribuire alle cose della vita. E si allontana nuovamente da quella concezione evista (stupida, superficiale, sentimentale) della vita che hanno le donne e le checche. Torna ai suoi affari. Ammira la potenza e l’immortalità degli eventi storici. Si propone di essere operoso. Tende alle grandi opere. Ma anche in questi momenti viene disturbato dalla presenza ingombrante di una femmina. Riporto ancora un frammento di un’altra intercettazione telefonica.
M: Ho chiamato a quest’ora per non mancare di augurarti buonanotte.
C: Ero in pensiero; aspettavo leggendo. Tu lavori troppo Ben, avresti bisogno di riposarti.
M: Già…
C: Ma ti senti male tesoro?
M: Male no; però non mi sento tranquillo… ecco tutto!
C: Amore mio, sono addolorata, ma non vorrei che tu avessi altri pensieri. Giurami che sei mio… soltanto mio! Non tormentarmi così, Ben mio!
(Dall'altra parte del telefono si percepiscono dei lunghi sospiri e delle sorde imprecazioni)
C: Tesoro mio… Che hai?… Perchè non parli?… Forse non mi vuoi più bene?… Non sei più “me”?
M: Ma è mai possibile (“bottana la madonna“, aggiungerebbe Mosconi, ndr) parlare di simili stupidaggini… quando, tra poche ore, potranno essere in gioco le sorti dell’Italia e, un solo gesto, una sola parola, potrà significare la gloria, l’avvenire, ma anche la fine più ignominiosa?
(M attacca bruscamente il telefono)
Quella notte era solo la notte tra il 9 e il 10 giugno 1940. Ed il soggetto intercettato era solo Mussolini. Ma probabilmente la donna (Claretta Petacci, ndr), dall’altra pare del telefono, avrà continuato a piangere tutta la notte… Perchè il mondo non può essere così crudele!… E non c’è guerra, o morte, che regga l’infelicità umana della fine di un amore!
…ma dai! ma è vera??
beh certo, sono note le intercettazioni del nostro amato duce!
pare che cazzodelegno (woodcock) voglia incriminare il benemerito nell’ambito di vallettopoli!