Siam dunque ancora vivi dopo l’ennesimo Eurochocolate (2008). La kermesse “cioccolatosa” si è abbattuta su Perugia come solo sanno fare gli uragani sulla Florida. Una piccola città di provincia si scopre a gestire una quantità incredibile di persone e soldi. Nella disorganizzazione più totale anche quest’anno il lunedì è arrivato. Vorrei provare a fare il punto della situazione. L’eurocioccolato è senza dubbio la fiera più furbesca e volgare degli ultimi secoli. Illude migliaia di turisti a gettarsi in un mare di cioccolato… con prezzi maggiorati del 200%! Alla faccia della crisi che attanaglia il ceto medio e povero italiano! Il ragionamento è cosa di più semplice non si può: una bustina media di cioccolato può costare dai 10 ai 20 euri. Una bustina non crea un capitale. Migliaia e migliaia di piccole bustine creano un capitale. Chi spende questi 20 euri? Gente semplice che si ritrova imbottigliata nel bel mezzo di Corso Vannucci mentre inizia a maledire tutti  i santi e decide che, osservati i prezzi, quest’anno dalla Città della Perugina riporterà ad amici e parenti i soliti microetti di Baci o MorsoVannucci. Persone subnormali che quando “c’è l’offerta super: tre tavolette Novi a 5 euro” credono sia una super offerta! Come se le tavolette Novi alla Coop “de qui sotto” costassero 15 euro solo a guardarle…

Qual’è il punto della discordia allora? Semplice: i fruitori del prodotto “Eurochocolate”. Sono le pecore-subnormali-lobotomizzati che fanno la fortuna e la sfortuna della manifestazione. Una fiera del cioccolato che fa vivere il centro storico ed attira a Perugia migliaia di visitatori, turisti ed investimenti? Ben venga. Ma una fiera che attira il peggio del peggio della classe medio-bassa che questa società può rappresentare, non fa altro che imbruttire la città in quei giorni di “festa”. Un borgo ridotto alla mercificazione più bassa delle solite multinazionali del cioccolato. Un’organizzazione votata allo svuotamento delle tasche altrui e nient’altro. Questo è diventato Eurochocolate, nel bene e nel male.

Stò Stò

6 Ottobre 2008