Castel di Lama Pie

16 Luglio 2008

<<Gente mai vista. Facce simpatiche. Composizione generazionale mista coetanei – trentenni. Ragazze amabili. Tracce di superdonna. Maggioranza fave.>>

Questo è stato il primo telegramma emesso dal cervello di Stò dopo aver messo il primo piede alla festa di sabato sera. Una festicciola simpatica in un giardino di una vecchia casa di campagna nella periferia ascolana. Quei vecchi ruderi con un piccolo forno a legna dal quale sfornare pizze come se piovesse. Poi dei tavoli nel giardino, gente che beveva spuma e mangiava pasta fredda, e Stò che si guardava intorno come ad uno a cui hanno appena concesso la libertà vigilata dopo anni di prigionia. In isolamento.

Stò inizia ad interessarsi ad alcune situazioni femminine. Inizialmente usa la tattica dell’osservatore. Tattica da perfetto temporeggiatore appresa dopo anni di Domus Deliri. “Controlla attentamente le composizioni, i gruppi, i duetti e gli assoli (anche per evitare grugni sul muso)“. Ebbene, la situazione appariva fluida. Nessun bacio veniva scambiato sull’erba umida. Nessuna mano si incontrava in un abbraccio amoroso. Anzi no. Ecco trovata la prima coppia. Comunque farsi riconoscere dopo due ore di osservazione è difficile… Un primo bacio dopo due ore! Mah, mah, mah!

Hey padrone di casa, dopo attente osservazioni ho trovato un sacco di vacche disponibili a rotolarsi con me in giardino. Puoi per favore indicarmi con sicurezza lo stato sentimentale (e/o legale) di alcune di loro?

In questa festa quelle che non sono fidanzate, sono sposate

ps. tutto ciò è accaduto veramente. Lo Stò, stordito da tale fitta al cuore, indietreggia smarrito. Guarda tutta quella gente (60 persone circa). Cerca improvvisamente di unire tutti gli elementi dei due sottoinsiemi come fosse un gioco. Guarda bene la sua carta d’identità per accertarsi di essere arrivato ad una certa età e di essere rimasto solo. Guarda il suo bicchiere vuoto e decide di iniziare la sua serata.

Una Risposta a “Castel di Lama Pie”

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