Ho provato a spiegarti che il nostro amore poteva crescere. Ricordo ancora quando ti dissi che non esisteva alcun problema nel vederlo nascere in sordina. Quasi nel sospetto di un non-amore. Ma a te questo interessava poco. Tu volevi un amore perfetto, di quelli pronti, come i sughi al supermercato quando non hai voglia di arrischiarti verso una nuova ricetta amatoriale. O quando non hai neanche la voglia e il tempo di perderti tra pentole e fornelli. Così non avevi voglia di perderti tra parole e odori. Volevi l’etichetta, volevi la scadenza già pronta. Ovviamente tra noi il pezzo di plastica, l’oggetto in questione, che non doveva presentare alcuna scadenza, ero io; questo è fuor di dubbio. Inutile dirti che è meglio mangiar carne fresca, con una scadenza giornaliera, o un gelato fuori dal frigo, da divorare con avidità, che sperare di avere un pezzo di plastica per sempre e per tutta la vita. La differenza tra noi è questa. Non sono idee, non sono pensieri, neanche opinioni. Sono filosofie di vita. O forse più semplicemente, e rozzamente, sono voglie e desideri. Sono i motivi per cui ci svegliamo tutte le mattine. Le motivazioni per cui faresti una cosa. I fatti che ti portano a pensare che esista un domani. E il tuo domani lo volevi con la plastica. Potevi mai svegliarti la mattina con un gelato, messo come soprammobile, ormai completamente sciolto? Oppure potevi mai diventare matta nel guardare quel pezzo di carne che finiva in pasto ai vermi? Plastica: niente vermi, niente usura. È ovvio che le controindicazioni le conosci tutte. La goduria di masticare una fettina o di leccare un gelato è un’altra cosa. Ma sono… momenti. Il tuo non è un momento. Il tuo è per sempre. L’irremovibile certezza dell’indistruttibilità della plastica. Quella cosa o quel rapporto che non cresce, non si deforma, non si usura, e non ti abbandonerà mai. È vero, hai ragione. Ho visto carne marcire tra le mie mani! Ma non ho mai leccato la plastica! Godi ora se ci riesci!

Gomorra

13 Giugno 2008

Ti sfogliano lentamente. Un foglio al giorno, fin quando ti trovi nudo e solo a credere che stai combattendo con qualcosa che non esiste, che è un delirio del tuo cervello. Inizi a credere alle calunnie che ti indicano come un insoddisfatto che se la prende con chi è riuscito e per frustrazione li chiama camorristi. Giocano con te come con lo shangai. Tolgono tutte le bacchette di legno senza mai farti muovere, così alla fine rimani da solo e la solitudine ti trascina per i capelli.”

Volevo scrivere una “Epostola a Postassio” per descrivere la mia delusione e la mia tristezza verso quel personaggio… Ma oggi si cambia pagina, oggi iniziano gli Europeni 2008. E quindi non c’è rancore che tenga.

Dalle 18.00 di questa sera, per tutte le 18 di tutte le altre sere, EuroLab2(00)8 è aperto. Aperitivi sociali, bibite varie.

Viva Super Mario!

Viva l’Europene!