Non lasciarmi mai…

23 Maggio 2008

Stasera non ho voglia di uscire, né di vedere gente.

Non ti preoccupare, non è successo niente.

Non sto cercando di litigare, non ho voglia di parlare, cerca di capire…

È che stasera voglio solo fare l’amore come un animale,

Voglio fare l’amore fino a che fa male.

Voglio fare l’amore.

Voglio fare l’amore.

Se vai di là prendi da bere e chiudi la porta a chiave.

Che qui sotto le coperte fa caldo anche se fuori piove.

E quel poco di tristezza non è altro che voglia di tenerezza.

È che stasera mi sento solo

Di fare l’amore come un animale.

Voglio fare l’amore fino a che fa male.

Voglio fare l’amore.

Ti darò tutto ciò che vuoi, se avessi tutto lo sai te lo darei.

Da oggi i miei sogni sono i tuoi ma non lasciarmi mai.

Stanotte voglio lasciarmi guidare dall’istinto.

Voglio riuscirmi a liberare di tutto ciò che ho dentro.

Sono stanco di pensare, non voglio un ruolo da recitare.

Stasera voglio solamente fare l’amore come un animale.

Voglio fare l’amore fino a che fa male.

Voglio fare l’amore.

Voglio fare l’amore!

Vota Antonio!

15 Maggio 2008

Ho quasi 25 anni. Non ho ancora ben capito cosa cerco nelle altre persone. Non ho ancora capito cosa cerco dalla vita. Non ho ancora ben capito cosa cerco in una donna da amare (notare la “a” minuscola). Ma ho finalmente capito cosa può indirizzare la mia decisione amorosa! Riflettendo sul mondo contemporaneo, sui problemi che distruggono il pianeta (a cui sono legato) e la mia psiche (a cui voglio bene), ho avuto l’ulluminazione giusta. Così trovai l’elemento in più per selezionare la donna della mia vita, quella che proprio guarda “non ci lasceremo mai, solo dopo la morte”…

In sintesi, la donna della mia vita deve praticare la raccolta differenziata! Ho capito ormai che il nodo della raccolta differenziata, mi si consenta la ripetizione, differenzia una species umana dall’altra. Da una parte una categoria di pensiero che si interessa più alle ideologie, alla teorizzazione delle problematiche mondiali ed alla loro soluzione (sempre teorica o utopistica). Dall’altra una categoria di persone che, disinteressandosi o meno a politiche di lungo respiro, affrontano le problematiche umane con estrema praticità e con semplicità rivolgono uno sguardo al mondo per individuare il metodo migliore (o il più diffuso per il tempo in cui si vive e per la propria disponibilità economica) che possa risolvere queste problematiche. Solo dal secondo gruppo cercherò le donne di cui innamorarmi. Per ora questo sarà il principale discrimine oltre, ovviamente, ai miei personalissimi gusti estetici (Nb. Ormai non mi interessano neanche più le intenzioni di voto!!!).

De Amore II

11 Maggio 2008

Tutte le cose in cui credevo, e tutte quelle che mi premevano, le ho lasciate per te, perché tu eri così straordinario e mi amavi tanto che l’amore era l’unica cosa che contasse. L’amore era la cosa più grande, no? L’amore non era forse quella cosa che noi avevamo e che nessun altro aveva o avrebbe mai potuto avere? E tu eri un genio e io ero tutta la tua vita. Ero la tua compagna e il tuo fiorellino nero. Svenevolezze. L’amore è solo un’altra sporca menzogna. Amore sono le pillole di ergoapiol che io accettavo di prendere perché tu avevi paura che avessimo un bambino. L’amore è chinino , e chinino, e chinino, fino a perdere l’udito. L’amore è quell’aborto, sordido e orrendo, che mi hai fatto fare. Amore sono le mie viscere sconvolte. Per metà cateteri e per metà vorticose irrigazioni. Io so cos’è l’amore. L’amore è sempre appeso dietro la porta del bagno. Puzza di lisolo. Al diavolo l’amore. L’amore sei tu che mi rendi felice e che poi ti addormenti a bocca aperta mentre io resto sveglia per tutta la notte, troppo atterrita per dire le mie preghiere, anche perché so di non avere più questo diritto. Amore sono tutti gli immondi giochetti che mi hai insegnato tu, cha a tua volta li avevi imparati, probabilmente, da qualche libro. Benissimo. Ho chiuso con te e ho chiuso con l’amore. Col tuo amore da dita nel naso.

Ernest Hemingway

Avere e non avere

Minimo Troisi

4 Maggio 2008

Con tutto rispetto per Troisi o per quel cinema “umano”, a misura d’uomo, della persona semplice, etc etc, i suoi film o le sue recitazioni mi annoiano, per non dire che mi danno spesso fastidio. Nei suoi film mantiene un profilo basso, una narrazione lenta guidata da personaggi complessi (nei loro rispettivi cervelli) che però si esprimono con difficoltà nei rapporti sociali. Personalità semplici, profili quasi ritardati, che trovano lungo la loro strada persone buone e sincere pronte ad amarli e quasi a proteggerli. Io non sono d’accordo.

Certamente frammenti di genialità ci sono in ore e ore di film e cortometraggi ma vengono subito sovrastati da lentezza e semplicità diffusa. Non mi piace il cinema semplice, voglio un cinema irreale e schizofrenico; proiezioni senza sosta e discorsi deliranti. “Le vie del signore sono finite” è un film nato morto! Non è una commedia semplice perchè ci sono elementi politici drammatici (alcuni momenti anche suggestivi); potrebbe invece essere un breve romanzo con accenni storici su pellicola: ma non ci sono personaggi determinanti qui! Sembrano vite popolari abituate alla condizione animale: sopravvivenza e riproduzione. Nessuno spicca su tutti, lo stesso protagonista è una caricatura del suo alter ego “normale” (ovvero senza tutti i limiti che lo stesso Troisi impone a tutti i suoi personaggi).

Dimenticavo: qui i tempi morti non fanno riflettere! A cosa servono? A cosa?

ps. Mi sono trattenuto dal commento infame: “Odio il napoletano (dialetto) e odio i film con una struttura schifosamente teatrale“, ma lo penso lo stesso.