Emancipazione

30 Gennaio 2008

Brutto affare…
Per fortuna ci sono Al & i suoi fratelli a rendere meno amara questa vita difficile.

Comunque mi hanno aperto completamente gli occhi. Basta con loro. Basta con tutti questi gesti affettuosi amorevoli e stucchevoli. Basta coi regali (mai fatti). Basta con le dichiarazioni d’intenti amorose o amichevoli o affettive. Basta!

Da domani come Kakà e Legrottaglie: puttane e cocaina!

E poi non dite che questo blog è maschilista…

Era una chiara mattina di gennaio. Il giovane Stò si preparava per una classica giornata di campionato: scarpette, pantaloncini, calzettoni, ecc ecc. Mentre decideva di fare una colazione volante accendeva maledettamente la televisione. Proprio su una rete nazionale innominabile davano la Santa Messa in diretta dalla Basilica di Offida (AP). Dopo due minuti senza alcun preavviso Stò iniziò a perdere del sangue dal naso. Poteva essere una cosa del tutto normale, un problema di pressione, pensò Egli. Sottovalutando alcuni segnali inconfondibili (lo Stò è di animo troppo buono e candido e quando viene a contatto con elementi ecclesiastici che rappresentano Satana e il Male in terra ha queste reazioni).

Iniziò la sua partita e subito le cose andarono nel peggiore dei modi. Una disfatta sul campo. Psicologicamente la squadra era provata dal doppio svantaggio iniziale. Col passare dei minuti il team provò a reagire anche in modo positivo ma la partita era forse del tutto compromessa. Si arrivava così agli ultimi minuti col punteggio di 5-3 (e non certo per la squadra in cui militava lo Stò). Ad un certo punto, durante una normalissima azione difensiva, il patatrac!

Un soggetto (meglio identificato come Perugino sui 40 anni) correva in preda al “panicus segnante” (dal latino, voglia immensa di segnare un gol per dedicarlo alla propria famiglia) verso il nostro povero e giovane Stò. Proprio verso il naso del nostro. Ovviamente riparandosi (Lui) e prendendo in pieno lo Stò.

Il suo scatto calcistico è tutt’ora in esame alla moviola da un’equipe di esperti del settore che sta cercando di individuare le motivazioni principali che lo hanno portato a compiere questo gesto.

Lo Stò conclude la partita accompagnato da un dolore acuto. Saluti finali e doccia. Rientrando nel Porcario intuisce la necessità di soccorrersi. Si dirige verso il Pronto Soccorso cittadino, aspetta il proprio turno e infine si becca alcune scariche positive grazie a due lastre: Frattura ossa proprie del naso; Non motilità preternaturale; Non ematoma del setto.

Vieni quindi invitato a presentarsi verso il reparto di Otorinolaringoiatria (parola che finalmente impara a memoria, forse…) nel vecchio Ospdale cittadino. Dove seguendo indicazioni vecchie (pena l’inesistenza di anima viva nei paraggi) si ritrova in un padiglione abbandonato ma aperto. Dopo aver fatto un giro tra computer buttati a terra, immondizia, topi e carta per le scale, scopre che il reparto (fortunatamente) è stato spostato e si rimette in marcia verso l’ingresso.

Trova dopo alcuni minuti il padiglione giusto (che viene aperto appositamente per Lui) e ci si introduce insieme all’infermiera in attesa del medico. Alcune sensazioni dello Stò possono essere riportare leggendo i suoi diari:

«Notai subito il gran caldo che faceva in quel reparto. Le luci erano completamente spente, i ferri del mestiere in ordine, le stanze vuote… Ma il caldo m’impose una maglietta a maniche corte. La situazione era spettrale. L’infermiera giovane e probabilmente universitaria. La pressione stava salendo…»

Ad una certa fortunatamente arrivò il medico curante. Visitò il paziente comunicandogli che aveva ancora molte possibilità di rimanere in vita. Infine giunse a formulare l’offerta di un’operazione al setto nasale. Lo Stò, in evidente ipersudorazione, si mise comodo su una sedia e pensò alle varie conseguenze estetiche e dolorose.

A giorni un probabile intervento, che lo Stò vuole chiaramente evitare. Sia perché si caga sotto quando sente puzza d’ospedale (ricordi d’infanzia, o meglio del proprio braccio sinistro), sia perché alla fine “ogni Scarrafone e’ bello a mammasuie“…

Ringrazio anticipatamente quel pezzo di merda che mi ha investito. La prossima volta il gol del 6-3 posso farlo io!

Gioacchino Volpe

8 Gennaio 2008

In un movimento politico devono essere presenti due diverse aspirazioni: accelerare la formazione delle aristocrazie, combattendo gli istinti egualitari e livellatori, mettendo gerarchie al posto di classi, [...] ed elevare nel tempo stesso le masse, farvi penetrare il senso della patria e dello Stato, liberarle dagli egoismi delle categorie [...]. Una aristocrazia, se non vuole diventare casta, presuppone democrazia, cioè un continuo e facile afflusso dal basso e un continuo e facile processo di eliminazione in alto: cioè una circolazione rapida e tutte le possibilità aperte a tutti quanti, pur che siano degni di esse.”

La Casta

-nei migliori parlamenti-